Il progetto

 Individuate le criticità urbanistiche e viarie, il primo passo è stato riconfigurare il nuovo percorso della Via Aretina che attualmente lambisce la riva del fiume fino a intersecare il nucleo urbano delle Sieci. 

Il nuovo tracciato è stato deviato dall’incrocio di Via della Stazione fino all’innesto del ponte che attraversa il torrente.

In questo rinnovato assetto la strada corre parallelamente alla ferrovia al margine della quale è stata inserita una fascia boscata che funge da schermatura visiva e acustica, con questa soluzione le due “barriere” identificate dalla strada carrabile e dalla ferrovia si riducono a una sola.

Altro accorgimento è stato quello di gestire l’attuale incrocio a raso semaforico tra la Via Aretina e Via Molino del Piano.

La soluzione per impedire che lo scorrimento maggiore venisse interrotto è stata l’inserimento di una rotonda integrata nel progetto che abbia come fulcro la vecchia ciminiera, visivamente riconoscibile su tutto il paesaggio circostante, così il flusso di auto viene gestito senza interruzioni e in maniera più fluida.

Altro importante tema progettuale è la riconversione degli spazi lasciati liberi dalla deviazione della Via Aretina riconvertiti a un parco fluviale che rivitalizzi non solo il rapporto tra l’area di progetto e il fiume Arno, ma anche quello tra il nucleo principale delle Sieci con il tessuto edificato oltre l’omonimo torrente.

Per tale scopo è stato sviluppato ed esteso il percorso pedonale lungo la sponda dell’Arno, che oggi si interrompe bruscamente su Via Aretina, consentendo agli abitanti di accedere al parco offrendo un modo rapido e conviviale di percorrere i luoghi.

All’inizio di questa fascia è stato individuato il miglior posizionamento del nuovo parcheggio integrato con un sistema di alberature che, con la sua posizione strategica, sfrutta l’accesso carrabile esistente.

La planimetria

Il progetto planimetrico parte innanzitutto dallo studio dell’edificio protagonista dell’intero paese:

l’ex fornace Brunelleschi. Gli spiccati caratteri architettonici e il glorioso passato della costruzione impongono un trattamento che la renda centro generativo dei vari spazi che compongono il progetto.

Il parallelismo tra i due edifici esistenti e il fiume ha suggerito lo sviluppo di un asse centrale a percorrenza pedonale, che sfocia nell’allineamento della ciminiera posta al centro della rotatoria.

Da questo asse principale si diramano in maniera ortogonale dei collegamenti secondari che, propagandosi secondo la scansione rilevata ristabiliscono le connessioni sia visive che fisiche tra i diversi luoghi del progetto fino ad oggi interrotti dall’eccessiva e disordinata edificazione dell’area.

Vengono identificate lungo tale direttrice una successione di micro-piazze nelle quali si creano occasioni di incontro e socializzazione tra gli abitanti. 

Ogni elemento, sia l’asse principale sia gli assi secondari sono conclusi da episodi che favoriscono o filtrano il rapporto visivo con il contesto e con lo spazio circostante.

Nel caso della parte Sud i camminamenti terminano in terrazze provviste di pensiline coperte ed altri elementi di arredo urbano, che favoriscono l’aggregazione e il rapporto con il paesaggio, mentre nella parte superiore fasce alberate e vegetali schermano lo spazio interno dal rumore dei rispettivi assi viari. 

Per ridurre il livello di cementificazione tutte le pavimentazioni esterne hanno delle caratteristiche semi permeabili che non richiedano l’utilizzo di getti di cemento, migliorando anche il deflusso delle acque.

Ad Ovest le percorrenze pedonali si interrompono in elementi terminali terrazzati con specie arbustive che insieme alla fascia alberata mitigano il rumore  del traffico veicolare tangente il lotto di progetto.

L’immissione pedonale dal nucleo urbano delle Sieci avviene attraverso una rampa integrata da scalinata ad Est, che connette direttamente sia chi proviene dal paese sia chi raggiunge il luogo attraverso la stazione ferroviaria limitrofa. 

Attraverso questo elemento si accede direttamente ad una delle due grandi piazze che si sviluppano attorno agli edifici della fornace.

La prima antistante la facciata Est accoglie i visitatori, dando inizio all’asse principale, la seconda piazza si insinua tra i due edifici, e ha la caratteristica di generare un forte rapporto visivo, grazie ad una serie di pensiline che si proiettano oltre il dislivello del terreno, mitigando la vista sul parcheggio e fornendo un punto di vista privilegiato sull’Arno e la vallata antistante.

 

La Fornace

Le pessime condizioni in cui versa l’edificio non hanno permesso il recupero di diversi elementicome la copertura ormai quasi del tutto crollata, e i pilastri interni che sono stati resi vulnerabili al degrado e ai cedimenti.

Ciò che è stato mantenuto e valorizzato è la facciata esterna percorsa dalle lesene e dai ricorsi orizzontali che, una volta consolidata, ha generato uno spazio interno libero, avendo come protagonista la parte del forno Hoffman da cui si innalza la grande ciminiera.

L’inserimento di una nuova struttura a portali in legno lamellare ha consentito la realizzazione di una copertura posta a una quota maggiore della sagoma originaria, dichiarando così la propria identità rispetto alla preesistenza, riprendendone però la caratteristica sagoma a doppia falda.

Una grande vetrata lineare posta tra le due campate favorisce l’illuminazione diffusa dall’alto dando un suggestivo scorcio sulla mole della ciminiera posta al centro dell’ambiente.

In questo edificio sono state inseriti sia spazi commerciali ai piani inferiori che spazi pubblici a quelli superiori tra i quali una biblioteca a disposizione della collettività.

Le diverse funzioni sono state identificate attraverso la realizzazione di una serie di volumi interni all’edificio ognuno dei quali chiaramente intellegibile ma allacciato e connesso da un ballatoio attrezzato, lungo il quale si susseguono i diversi ambienti.

Al primo piano si trova inoltre una piccola caffetteria, situata in prossimità del collegamento aereo che unisce l’edificio principale con quello più piccolo adibito a uffici e spazi lavoro.

Le abitazioni

Uno degli obbiettivi fondamentali del progetto è stato fin dall’inizio il recupero del suolo occupato dagli attuali edifici dismessi della fabbrica che non hanno particolare pregio architettonico, in

quanto aggiunte di scarsa qualità successive alla fine della seconda guerra mondiale, per restituirlo al tessuto urbano delle Sieci.

La nostra sfida è quella di riuscire a mettere a punto delle tipologie abitative che riescano a contenere le spese di gestione che ogni abitante si trova costretto a sostenere ogni giorno, senza sacrificare la qualità degli elementi che le compongono, ma al contrario fornire degli ambienti condivisi che possano andare oltre alle occasioni che ci si aspetterebbe di trovare in una normale residenza.

L’abitazione è stata quindi scorporata nei diversi spazi che la costituiscono, andando a isolare un modulo abitativo che soddisfi tutte le necessità del vivere e condividere. Questi moduli hanno poi trovato il loro posto identificandosi all’interno di una distribuzione planimetrica che ne consente una lettura su molteplici livelli.

Le coperture sono trattate a falde inclinate, dove saranno collocati i dispositivi solari, si è voluto ricreare il modello archetipico della casa a terrazzamento che sfrutta il dislivello esistente. 

Le aggregazioni dei moduli condividono i collegamenti verticali, solo cinque per tutto il complesso con un grande riduzione dei costi, enunciati dal sistema a ballatoio che connette le varie abitazioni.

 

La prospettiva che si ottiene è quella di macro-blocchi solidali l’un l’altro, che fornisce la percezione di un unico organismo. Questa gerarchia di aggregazione fornisce le basi per la distribuzione delle due tipologie di ambienti di cui sono formate le abitazioni, posizionando al piano terra le funzioni di servizio dell’abitare e riservano la qualità dei primi piani ai moduli abitativi.

Al piano terra troviamo gli spazi complementari condivisi dagli abitanti, alcuni di essi con lo scopo di ridurre i costi economici ed ambientali come le lavanderie, ed i vari dispositivi tecnici a supporto, altri come vere e propri ambienti della casa che sarebbe altrimenti stato impossibile implementare senza l’enorme incremento di spese e metri quadrati costruiti, riservati agli abitanti.

La progettazione degli spazi prevede anche di realizzare funzioni utili alla vita del nuovo quartiere e della collettività come una palestra e un asilo nido, dove i genitori possano lasciare i loro figli prima di andare a lavoro.

Il ruolo strettamente residenziale si trova invece nei moduli abitativi posizionati al primo piano o attestati sul dislivello del terreno della parte Sud. Essi si compongono da una zona giorno e una zona notte che si articolano attorno agli elementi bagno e cucina.

Una grande zona giorno libera da vincoli e dai dispositivi degli arredi caratterizza gli appartamenti, su tale ambiente si innesta l’ampio terrazzo esterno che eleva la qualità dell’abitare.

Con questa scelta vogliamo fornire a ogni abitazione una porzione di spazio esterno paria circa la metà di quello interno, generando un aumento della quantità di occasioni e incontro che i fruitori possano godere affacciandosi al bellissimo contesto del fiume e della vallata.

L’ambiente esterno e quello interno sono interconnessi da una grande parete vetrata schermata da un sistema di gelosie in mattoni che proteggono dal soleggiamento mentre, per rendere più intimo lo spazio esterno il parapetto dei terrazzi comprende un sistema a vasca che ospiterà le specie arbustive e le essenze che ogni abitante vorrà collocarvi, collaborando a portare la componente naturalistica all’interno delle residenze.

Al piano terra dei moduli a tre livelli sono state poste le botteghe artigianali e i negozi, spazi dove i commercianti locali possano trovare ampia visibilità in un luogo tranquillo e caratteristico che si affaccia sul nuovo parco urbano ampiamente frequentato dai cittadini.

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